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Ombre cinesi.

Nella fattoria di Sole con l’inverno fa buio presto e molto freddo, e ci si annoia di più!

Gli amici animali sono quasi tutti in letargo oppure chiusi nelle stalle.

Gli unici che fanno compagnia a Sole tutto il giorno sono il cane e Ricci il riccio, il nuovo amico conosciuto qualche giorno fa.

Sole passa gran parte della sua giornata, quando non è all’asilo, a rincorrersi dentro casa con loro, col cane più che altro perchè il riccio non è molto veloce e si spaventa molto spesso, così che finisce sempre per chiudersi a palletta.

Ma la mamma di Sole non vuole che si corra dentro casa, è pericoloso perchè lo spazio è ristretto e si può incappare nel rischio che Sole o il cane o chiunque passi in casa in quel momento si faccia male.

Per Sole però è difficile tener ferme le sue gambe, per esempio proprio dopo l’ultimo monito della mamma è caduta faccia a terra, tagliandosi il labbro! Che dolore poverina, e quante lacrime!

La mamma per calmarla ha allora inventato un nuovo gioco: seduti con le spalle al camino, illuminati solo dalla luce del fuoco sulla parete bianca, un piccolo uccellino faceva capolino!

Sole sbalordita non capiva da dove fosse uscito fuori quell’uccellino e mentre cercava di seguirlo con gli occhi, l’uccellino si trasformò magicamente in un anatroccolo, poi in un cane ed infine in uno spaventoso dinosauro.

Sole di colpo saltò sulla sedia e si avvicinò alla parete per provare a toccare quelle strane figure ed inseguirle, ma appena si avvicinava loro scomparivano inghiottite da una grande ombra.

Due o tre volte Sole provò ad avvicinarsi, ma erano più furbe di lei, scappavano subito e stranamente comparivano solo se lei da brava bambina si rimetteva seduta spalle al camino accanto alla sua mamma.

La mamma divertita spiegò alla bambina che quegli animali venivano dalle sue mani, dal modo in cui lei proiettava l’ombra delle sue mani sulla parete e l’ombra, arrivava grazie al fuoco del camino dietro di loro, che emanava luce oltre che scaldarle.

Sole volle provare subito e dopo una serie di timidi tentativi diventò più brava di sua madre ad inventare animali ed ombre.

Al cane invece, quel gioco non piaceva così tanto, anzi si spaventava parecchio ed aveva iniziato ad abbaiare molto forte, tanto che anche il riccio per la curiosità si era avvicinato a controllare cosa stesse succedendo, ma quando si trovò sulla sua povera testolina un’aquila che voleva acciuffarlo si chiuse a palletta tutto tremolante e sul muro comparve la sua sagoma tutta tonda e piena di spine.

Finalmente un gioco nuovo! Sole era contenta, adesso sapeva dopo il tramonto che gioco fare, divertendosi con la sua mamma.

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