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Melo, Pero e Pesco.

Un giorno Rilo stava passeggiando in un nuovo parchetto vicino al suo albero.

Diciamo che era capitato li’ per caso, attratto dal forte odore di buono che il giardino emanava.

Non conosceva bene quel nuovo miscuglio di profumi pero’ appena ne annusava un pochino si sentiva talmente tanto bene che non riusciva a farne a meno.

Il parco in questione era un bel prato, con l’erba fresca appena tagliata qualche scivolo e qualche altalena qua e la’ per divertire i piu’ piccolini e molti, moltissimi alberi.

Rilo non conosceva ancora tutti quegli alberi e stava appunto decidendo su quale ramo appoggiarsi per respirare un po’ quel buonissimo profumo che ancora non aveva capito da dove provenisse.

Era forse l’erba? No, conosceva l’odore dell’erba fresca, non era lo stesso profumo.

Era forse l’aria? No, nemmeno l’aria aveva quel sapore. Continuava a domandarsi cosa potesse essere ed intanto gli era venuta una gran fame ed il suo piccolo pancino giallo cominciava a brontolare.

“Ciao.” Chi era? Chi lo stava salutando?

“Come va?”

Continuava la voce a domandare.

Rilo iniziava ad avere un po’ di paura, non vedeva nessuno, eppure sentiva delle voci intorno a lui. Con le zampette tremanti chiese:

“Chi e’ che mi parla?”

E la voce misteriosa rispose:

“Sono io, non mi vedi? Eppure sono cosi grande!”

Rilo proprio non riusciva a vedere nessuno.

“Guarda bene intorno a te!” Continuo’ un’altra voce ancora.

Rilo allora inizio’ a girare la testa a destra e a sinistra, adesso le voci erano almeno due. Chi poteva essere che gli stava facendo quello scherzo?

Poi una terza voce continuo’:

“Non sono piccolo, ma nemmeno grandissimo. Sono uno, ma non sono solo ed intorno a me e a te ci sono tanti altri come me, ma anche molto diversi da me.”

Rilo questa volta rispose:

“Ne distinguo almeno tre…”

“Bravissimo!” Risposero in coro e continuarono: “Riesci anche a capire dove siamo?”

“Ancora no, ma mi sembra che le vostre voci vengano da sopra la mia testa!”

“Allora vola, e vieni quassu’ a vedere anche tu!” Risposero in coro.

Rilo curiosissimo sali’ sul ramo dell’albero piu’ vicino e si accorse che in realta’ non c’era nessun animale a parlare e continuava a non capire.

Stava perdendo la pazienza, mentre i tre burloni divertiti continuavano il loro giochetto:

“Dunque adesso ci presenteremo: io sono Melo e sono l’albero su cui ti sei posato!”

“Io sono Pero, sono qui, di fianco a Melo”

“Ed io sono Pesco e sono il piu’ lontano!”

“Dunque voi siete Melo, Pero e Pesco? Ho capito bene? Siete degli alberi parlanti? Fantastico! Io invece mi chiamo Rilo e sono un canarino raccontastorie”

“Ciao Rilo, molto piacere!” Continuo’ Melo che era il piu’ chiacchierone ”Noi non siamo solo dei semplici alberi parlanti, ma siamo degli alberi parlanti da frutto! Io mi chiamo Melo perche’ ho le mele, Pero, mio caro amico, e’ un albero di pere, e laggiu’ c’e’ Pesco…”

“L’albero delle pesche!!!”

Cinguetto’ felice Rilo che ormai aveva capito il buffo indovinello.

“Ma che meraviglia, allora siete voi a liberare nell’aria questo buon profumino che sento e che mi fa venire tanta fame?”

“Eh si caro mio, siamo proprio noi!” Rispose orgoglioso Pesco, e poi continuo’ cercando di non farsi sentire da Pero e Melo :

“Io ho di sicuro i frutti piu’ buoni e succosi, ti va di assaggiarne uno?”

“Ehi!” Borbottarono gli altri due “Anche noi siamo buoni e succosi. Adesso devi assaggiare tutti e tre i nostri frutti diversi cosi’ ci dirai chi ha i frutti migliori”

Rilo felicissimo si presto’ ad essere l’assaggiatore ufficiale di quella gara improvvisata. Assaggio’ prima la pesca,cosi profumata e morbida, succosa al punto giusto, poi passo’ alla pera, cosi’ zuccherina!

La pera sarebbe sicuramente piaciuta al suo amico cavallo che amava i sapori dolci.

Per ultimo assaggio’ la mela tonda e rossa come il cuore, aspra e dolce al punto giusto.

I tre alberi aspettarono silenziosi che Rilo dichiarasse il vincitore facendo fremere le loro foglie al vento e Rilo con aria molto seria disse:

“Dunque, ho avuto il grande onore di assaggiare tre frutti nuovi e mai provati e devo dire che siete tutti e tre ottimi alberi da frutto, non c’e’ il migliore, ma anzi, dichiaro che tutti e tre siete arrivati primi in classifica!”

I tre alberi furono contenti di essere arrivati tutti e tre primi e Rilo per ringraziarli dell’improvvisato banchetto racconto’ loro una dolcissima storia.

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