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La principessa Domani (1 parte).

C’era una volta una principessa che un giorno sarebbe diventata una regina, però la principessa aveva fretta di diventare regina, in realtà aveva così fretta di fare sempre tutte le cose che i genitori decisero di chiamarla la principessa Domani.

La principessa Domani voleva sempre tutto e subito e non riusciva a capire che delle volte non si poteva, ma si doveva attendere il giusto tempo, questo particolare però, per la velocissima principessa Domani era un concetto impossibile da afferrare, non aveva mai pazienza.

Certo l’idea di indossare la bellissima corona da regina le solleticava la fantasia da molto tempo ormai, ma non era così semplice, perché la corona non si trovava nel castello, ma era nascosta in un antro segreto di un posto incantato e la principessa non sapeva dove questo posto si trovasse.

I suoi genitori, il re e la regina in carica, le avevano spiegato più volte che se voleva la sua corona avrebbe dovuto lottare, ma lei non aveva paura di combattere per ottenere ciò che voleva, anche se non aveva ben capito contro chi o cosa avrebbe dovuto combattere.

Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, i suoi genitori le lasciarono sul cuscino un biglietto di auguri, o meglio una lettera, sulla quale era spiegato che l’unico modo per recuperare la tanto sognata corona dal mondo incantato era farsi aiutare da due valorosi uomini, il primo era un astronomo sapiente, che viveva nel mondo delle cinque terre, ed il secondo era un arciere dal cuore d’oro.

Il primo le avrebbe indicato la strada da seguire per il regno incantato, mentre l’altro avrebbe combattuto al suo fianco.

La principessa non vedeva l’ora di partire per quell’avventura e finalmente non c’era più nessun motivo per cui lei avrebbe dovuto attendere ancora.

Partì immediatamente, non c’era tempo da perdere!

Per arrivare nelle cinque terre, patria dell’astronomo sapiente, sapeva che doveva percorrere il cammino andando sempre in direzione Ovest della sua bussola, unico aiuto che i suoi genitori le pregarono di portare con sé.

Il cammino non fu semplice perché la strada verso Ovest comportava varie fermate obbligate, come fermarsi la notte per dormire, soprattutto accamparsi sopra gli alberi, per non essere la cena di qualche lupo affamato; fermarsi ancora, quando verso le due, le tre del pomeriggio il sole si faceva troppo alto e caldo per riuscire anche a muovere un solo piccolo e semplice passo; oppure bisognava fermarsi quando mandrie di bufali bloccavano la strada per spostarsi col loro ingombrante branco.

In questi casi la principessa Domani si arrabbiava e sbuffava molto perchè lei non voleva perdere tutto quel tempo per raggiungere il suo obiettivo. Aveva fretta!

Non voleva perder tempo neanche per dormire, fosse stato per lei avrebbe camminato senza sosta notte e giorno pur di sbrigarsi ed arrivare presto, era troppo impaziente.

Impiegò quattro giorni di cammino esatti per arrivare al regno delle Cinque Terre.

Lo studio dell’astronomo sapiente si trovava su di un faro in mezzo al mare, da lì, sul lucernario poteva osservare meglio le stelle, ma la principessa Domani non sapeva nuotare, quindi la prima grande sfida era capire come poteva raggiungerlo. Cercò di costruirsi una zattera ed aiutarsi con due remi, per darsi la direzione, ma non era molto pratica con le zattere ed infatti affondò, meno male che l’acqua era ancora bassa, sarebbe stato un bel problema altrimenti.

Vicino la spiaggia c’era un vecchio pescatore con la sua barchetta e lei gli chiese un passaggio, ma il pescatore disse che si sarebbe mosso solo dopo il tramonto, per non spaventare i pesci che avrebbe dovuto pescare, lei al solito impaziente, provò ad insistere, spiegando che era la principessa Domani, che aveva bisogno di quel passaggio subito. Ma il pescatore testardo bofonchiò che per lui, lei poteva essere la principessa Domani o Ieri, o anche addirittura Oggi, ma che se non sarebbe riuscita ad aspettare, lui non l’avrebbe mai accompagnata.

Lei testarda quanto lui, iniziò a sbuffare e continuò arrabbiata a camminare nell’acqua con la speranza di raggiungere il faro a piedi e più camminava e più il suo corpo veniva inghiottito dall’acqua, quando tutto il suo corpo era immerso in mare, e l’unica cosa che rimaneva fuori era la testa, il pescatore si spaventò moltissimo e la raggiunse in tutta fretta con la sua barchetta, arrabbiandosi molto per la sua sciocca caparbietà: “Non ti voglio avere sulla coscienza, ti accompagno io al faro, testarda di una ragazzina!”

La principessa ringraziò felice e arrivata al faro corse a tutta velocità sulle scale ad incontrare il famoso astronomo sapiente.

In cima alle scale venne inghiottita dalla luce del sole che splendeva dal lucernario che prendeva tutta la parete. Da lì si poteva ammirare un panorama meraviglioso e mai visto ai suoi occhi. Era la prima volta che la principessa Domani ammirava estasiata la vastità del mare.

L’astronomo sapiente era molto vecchio e lo aveva trovato intento a disegnare una mappa stellare curvo sul tavolo da lavoro, proprio vicino ad un telescopio gigante. Subito la principessa si presentò spiegando perché era lì, ma l’astronomo non toglieva lo sguardo dal suo lavoro, al che la principessa pensò fosse sordo, allora si avvicinò all’orecchio urlando: “Saaalveee, sono la principessa Domaaaaniiiii” ma nulla, nemmeno se urlava con tutto il fiato che aveva il vecchio accennava ad ascoltarla. Provò anche a scrivergli un biglietto, ma il vecchio non si lasciava distrarre.

Figurarsi se la principessa, dopo aver camminato quattro giorni per incontrarlo si faceva fermare da un vecchio sapiente che non le dava retta, così si mise dritta impalata sulla porta convinta che prima o poi si sarebbe accorto di lei.

Giunse la notte, la principessa si addormentò in piedi appoggiata alla porta, quando si svegliò ancora non era l’alba, era stato il vecchio a svegliarla picchiettandole su una spalla. Senza dirsi una parola, l’astronomo indicò il telescopio e la principessa allora guardò dentro e lo scenario che si presentò ai suoi occhi era quanto di più meraviglioso il cielo potesse offrirle.

Osservò per la prima volta le costellazioni.

Solo allora l’astronomo iniziò a parlarle, spiegandole ciò che conosceva, le costellazioni, le rotte, tramandandole dei piccoli segreti. La mappa che stava disegnando era per lei, per il suo viaggio.

Tre giorni dopo la principessa Domani era pronta per continuare la sua avventura. Ora sapeva tutto ciò di cui aveva bisogno per conoscere la sua rotta stellare, l’astronomo le aveva indicato il cammino per raggiungere l’arciere dal cuore d’oro e il regno fatato e poteva finalmente proseguire la sua missione.

 

 

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