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La palla di vetro (Terza parte)

 

la-palla-di-vetroClara dal dolore urlo’ ed i ragazzi corsero via spaventati.

Solo il maestro rimase con Clara, doveva aiutarla, ma non sapeva come.

Decise di prendere il mozzicone di candela che era uscito dalla palla e con l’aiuto di un accendino che aveva in tasca, accese la candela e provo’ a bruciare il serpente, in modo che lasciasse in pace la povera Clara, ma il serpente era piu’ forte, non lascio’ il braccio.

Allora con la punta della piramide cerco’ di dargli fastidio, ma piu’ faceva cosi piu’ il serpente si infastidiva e stringeva il braccio di Clara, tirando fuori la sua lingua biforcuta.

Gli era rimasto da provare solo con la borraccia, senza sapere bene cosa stesse facendo, apri il tappo della borraccia e ne verso’ il contenuto sulla lingua del serpente, che in un secondo torno’ ad essere un innocuo serpente di gomma. 

Il braccio di Clara dal dolore divenne viola, ma nulla di preoccupante, ma tutto quello che era appena accaduto era troppo strano per essere normale.

Clara ed il maestro non riuscivano a darsi una spiegazione… e poi quel siero che aveva trasformato il serpente…cosa era?

Al maestro era rimasta solo una cosa da provare: avrebbe liberato il ragno e avrebbe provato il siero su di lui.

Con molta paura e poca cautela, apri il barattolino e verso’ il siero sul ragno, che inizio’ a subire delle trasformazioni: prima divenne un ragno gigante, poi le sue zampe da otto divennero quattro, due delle quali si trasformarono in braccia e le altre 2 in gambe. Gli occhi da otto divennero due e neri come il carbone.

I piccoli peli del ragno si trasformarono in capelli.

Davanti agli occhi increduli del maestro e Clara quel ragno divenne un bambino.

Nel frattempo la classe del maestro, non sentendo alcun rumore decise di tornare sulla torre e  trovandosi un bambino davanti iniziarono a fargli mille domande, ma il bambino non li capiva. Non riusciva a rispondere.

Cosi Clara arrivo’ alla soluzione del mistero: quel bambino era un bimbo egiziano. Lo dimostravano gli oggetti della palla di vetro: la clessidra, usata dagli antichi egizi, per misurare il tempo, la piramide, tempio di quella cultura, la biglia, antico gioco dei bambini egizi, e di quel bimbo in particolare, come anche il dado.

Clara era un archeologa, sapeva parlare l’egiziano, cosi riusci a parlare col bimbo che racconto’ di essere figlio di un faraone nascosto sulla torre per scampare da una guerra.

Suo padre il farone, promise di tornare a prenderlo a guerra finita, ma non torno’ piu’.

Si presento’ invece da lui un vecchio stregone che con il siero della borraccia lo trasformo’ in ragno e conservo’ i suoi oggetti personali nella sfera, che lui pero’ non poteva rompere, altrimenti il serpente messo li dentro di guardia lo avrebbe stritolato. 

Senza volerlo il maestro e Clara avevano liberato il piccolo bambino da quella maledizione, ma adesso cosa potevano fare con lui?

Lui voleva tornare dal suo papa’, il faraone, ma loro non erano in grado di tornare indietro nel tempo…o forse…

Il maestro, che ormai non capiva nemmeno lui piu’ niente di quello che stava accadendo, 

posiziono’ la piramide e la clessidra una accanto all’altra, mise in mano al bimbo, la candela e la biglia e tiro’ su la piramide e il dado, che mostro’ di nuovo il numero 1.

Aveva un solo un tentativo il maestro per mettere in moto una nuova magia, non poteva sbagliare.

Chiese a Clara di dire al bimbo di mettersi vicino a quegli oggetti, poi con un colpo secco, 

fece cadere sulla testa del bimbo e sulla piramide il siero magico. 

In una grossa nuvola di polvere d’oro il bimbo e tutte le altre cose scomparvero. 

Tutto, tranne il serpente, che striscio’ fuori dalla torre, lasciando li solo la sua muta essiccata.

Tutto questo davanti agli occhi dei bambini.

Clara ed il maestro erano sicuri di aver riportato il bimbo attraverso il viaggio nel tempo da suo padre, il faraone dell’antico Egitto.

A dimostrazione di questa tesi, un ultimo quadro apparve sulle pareti della torre, che raffigurava un tipico banchetto egizio simbolo di una festa, con tanto di ballerine e musicisti.

La magia era compiuta.

Il maestro torno’ a scuola coi suoi alunni e con Clara, che aiuto’ i ragazzi nelle loro ricerca e nella relazione di quella gita fantastica, che rimase nei ricordi di tutti.

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