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La palla di vetro (Seconda parte).

Il maestro e Clara, davanti alla soglia della torre, erano eccitati come dei bambini.

Finalmente avrebbero scoperto la verita’!

Sarebbero entrati e avrebbero trovato chissa’ quale tesoro, quel tesoro che tanto avevano immaginato, nei loro discorsi di bambini, di tanti anni fa.

Non c’era la porta, o meglio, la porta esisteva, ma tanto tempo fa, adesso colpa del tempo trascorso, della pioggia, del vento e del caldo torrido dell’estate, della porta erano rimaste soltanto le cerniere.

Era molto buio dentro, ma Clara aveva portato delle torce anche per loro due, cosi potevano illuminare il percorso.

Davanti a loro c’era un lungo e stretto corridoio fatto di vecchi mattoni spessi. 

I mattoni che si usavano al tempo in cui la torre fu costruita.

Nessuna cosa o nuova costruzione adesso veniva fatta di quel materiale.

Il percorso era pieno di ragnatele; questo voleva dire che dei ragni adesso abitavano la torre, si ma chissa’ quali ragni.

L’aria era pesante, irrespirabile.

Ma la curiosita’ era piu’ forte di qualsivoglia paura, ed il maestro e Clara andarono avanti.

Il lungo ed angusto corridoio finiva ai piedi di una scalinata ripidissima. Fatta sempre di mattoni.

Bisognava salire, per scoprire cosa nascondesse una volta arrivati in cima.

Sulle pareti della scala c’erano delle vecchie fiaccole abbandonate, sentore che ai tempi della torre, la corrente elettrica non era ancora stata inventata.

“Bene!” Non faceva che ripetere Clara: “Tutto molto affascinante!”

Il maestro invece osservava in silenzio tutte quelle scoperte.

Arrivati alla cima della torre, dopo molte, moltissime scale, trovarono una stanza buia, illuminata solo da un piccolo lucernario.

La luce che proveniva dal lucernario, lasciava illuminato soltanto un piccolo tavolino da caffe, mangiato dalle termiti.

Sopra il tavolino, nascosta da un telo, si scorgeva la forma di una palla.

Clara e il maestro mossero passi incerti verso quell’unico oggetto della stanza.

Chissa’ cosa c’era sotto il telo e poi perche’ abbandonare quell’oggetto li’, per chissa quanti anni.

Il maestro cerco’ di togliere via il telo, per scoprire il mistero.

Ma appena messe le mani sulla stoffa un ragno provo’ a morderlo. 

Spaventato il maestro fece un passo indietro, poi in un secondo afferro’ un barattolo dal suo kit dell’esploratore e catturo’ il ragno.

Con calma in classe avrebbe mostrato ai ragazzi l’insetto e lo avrebbero studiato insieme.

Clara si accerto’ non ci fossero altri strani animali nella stanza, con l’aiuto della sua torcia e di un bastone preso poco prima di entrare nella torre.

Il maestro questa volta era pronto e con un colpo secco tolse via il telo.

Una enorme palla di vetro era il motivo di tanto mistero!

Non una sfera di cristallo, era proprio una palla di vetro!

Non si leggeva il futuro l dentro, quella era roba per maghi.

Li dentro, sommersa dalla polvere, c’erano degli oggetti, oggetti di tutti i giorni, messi li dentro da chissa chi, per chissa quale motivo.

Il maestro cerco’ di pulire col telo la circonferenza della palla, in modo da vedere meglio cosa contenesse.

C’erano una vecchia borraccia, una candela consumata, una clessidra, un dado, un serpente di gomma, una biglia di vetro e una piccola piramide.

Il maestro cerco’ di prendere in mano la palla, ma era pesantissima, non riusciva proprio ad alzarla da li.

Chissa come faceva quel tavolino malandato a sorreggerla da tutti quegli anni.

Nel frattempo i ragazzi si erano affacciati alla soglia della torre: volevano entrare anche loro, la partita era finita e si stavano annoiando.

Iniziarono a chiamarli, ma il maestro e Clara, rapiti dalla loro scoperta, avevano dimenticato di rispondere, cosi’ i bambini decisero di entrare.

Grazie alle torce del kit di Clara ed al percorso obbligato arrivarono in un battibaleno anche loro davanti a quella strana palla di vetro.

Meravigliati dalla scoperta neanche ascoltarono  la ramanzina del maestro, che continuava a ricordargli che non sarebbero dovuti entrare.

Intanto fuori iniziava a tramontare il sole ed il lucernario smetteva di illuminare la palla, che magicamente iniziava ad illuminarsi di luce propria.

Adesso era lei ad illuminare a giorno tutta la stanza, cosi la classe e gli adulti poterono ammirare le pareti della torre, piene di grandi quadri d’autore e opere in marmo.

Possibile che prima quella meraviglia fosse nascosta dal buio?

Il muro era molto alto, e le pareti, seppur piccole, contenevano in altezza tutte le meraviglie del mondo.

Nei quadri erano rappresentati degli eroi le loro gesta, ma anche donne gatto, animali feroci, stregoni e bambini dagli occhi d’oro.

Ancora piu’ mistero.

Clara avvicino’ le sue mani sulla palla e questa si apri in due.

Gli oggetti al suo interno schizzarono fuori in un lampo.

Il dado colpi la testa del maestro e cadde a terra indicando il numero uno.

La clessidra inizio’ a misurare il tempo con la sua sabbia, mentre la biglia inizio’ da sola a muoversi nella stanza.

Il  serpente in realta’ non era di gomma, era vivo e si aggrappo’ al braccio di Clara, cercando di stritolarlo.

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