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La palla di vetro. (Prima parte)

In un posto incantato, qualche tempo fa esisteva una torre.

Non un castello, solo una torre. 

Abbandonata tra la natura, dimenticata da chissa’ quale storia, rimasta senza un guardiano. In compagnia solo del vento.

Nessuno sapeva cosa ci fosse all’interno.

In verita’, nessuno credeva ci fosse dentro qualcosa, nessuno, tranne un gruppetto di bambini in gita scolastica. 

Era una classe di quinta elementare, capitata in quel bosco grazie al loro maestro di scienze, che voleva studiare insieme ai suoi ragazzi, la flora e la fauna, in un posto dove il progresso non era ancora arrivato.

Il maestro sapeva di quella torre abbandonata, perche’ da ragazzo era gia’ stato in quel posto, ma anche allora nessuno sapeva cosa ci fosse all’interno e lui bambino a quel tempo, non aveva avuto il coraggio di entrare.

Non che adesso volesse portarvi la sua classe, non senza una giusta guida, esperta del posto e dei suoi segreti.

Clara era una ragazza che viveva li’ fin da quando era piccola e conosceva ogni piccolo angolo e segreto del suo bosco preferito.

Da piccola passava molto tempo a giocare tra l’erba alta coi suoi amici. Amici che da grandi si erano poi trasferiti, lasciando Clara ad ammirare da sola la vastita’ di quel paradiso. A volte con il naso in un libro, a volte con il naso all’insu’.

Il maestro era uno di quei bambini che tanto tempo fa giocavano con Clara, ed era certo di ricordarsi ancora il numero di telefono di casa dei suoi genitori, cosi’ qualche giorno prima della gita provo’ a telefonare a Clara, sperando che lei si ricordasse di lui.

Superati i convenevoli, il maestro le chiese di tornare con lui e la sua classe nel bosco, proprio dove c’era la torre abbandonata e provare insieme a scoprire quale segreto nascondesse.

Clara nel frattempo non era piu’ una bambina, ma era diventata una bravissima archeologa, cioe’ colei che studia le civilta’ antiche.

Che fortuna per il maestro: aveva trovato in Clara la sua vecchia amica d’infanzia e un valido aiuto per scoprire i segreti della torre.

Durante il viaggio in pullman, il maestro spiego’ ai suoi allievi che il bosco che stavano per visitare era importante a livello scientifico per la moltitudine di piante ed ecosistemi, poi spiego’ il mistero della torre e che una guida li avrebbe accompagnati all’interno per approfondirne lo studio.

All’inizio i bambini non sembrarono molto entusiasti della gita.

Insomma, lo studio andava bene, ma speravano soprattutto che il maestro li avrebbe lasciati un po’ a giocare a pallone sull’erba.

I ragazzi arrivati li’ con il loro pullman, trovarono un paesaggio magnifico ed un odore di terra e di fiori che nelle loro citta’, fatte di smog e cemento, non avevano mai annusato.

Clara era li’, davanti a loro, pronta ad aspettarli.

Aveva preparato per i ragazzi pranzo al sacco e si era munita di piccoli kit da esploratore, per rendere la giornata il piu’ divertente possibile a tutti.

Il kit da esploratore comprendeva: un binocolo, una bussola, una torcia, un contenitore per mettere qualche esemplare di studio, tornati in classe, una lente d’ingrandimento ed una borraccia.

I bambini muniti tutti del loro kit adesso si sentivano dei veri esploratori.

L’avventura poteva iniziare!

La mattinata passo’ girovagando per il bosco, alla ricerca di piante da studiare e piccoli insetti da salutare.

I bambini si divertivano un mondo ad usare gli attrezzi del mestiere: cercare tra le foglie con la lente d’ingrandimento e vedere con la bussola il percorso da seguire.

A pranzo si fermarono lungo il corso di un fiume, nel quale si lavarono le mani per mangiare e riposarsi il tempo necessario per recuperare le forze e giocare finalmente a pallone.

Il maestro e Clara consumarono il loro pranzo all’ombra di un grande albero.

Erano anni che non si frequentavano piu’, ma era come se non si fossero mai lasciati. 

I loro discorsi erano sempre gli stessi. La loro amicizia anche, cosi’ come la loro curiosita’ sulla torre, che da sotto quell’albero potevano ammirare in tutto il suo mistero.

Clara racconto’ come nessuno si fosse mai interessato alla torre e che nessuno del posto ne sapeva molto, per meglio dire, niente.

Lei aveva provato in tutti quegli anni a fare delle ricerche, ma niente di concreto ne era uscito fuori.

Finalmente grazie anche alla telefonata del suo caro amico, il maestro, era pronta ad entrare dentro con lui, ma non era sicura fosse una buona idea portare anche i bambini, senza sapere bene cosa aspettarsi.

Il maestro, che non era uno sprovveduto, acconsenti’ e chiese al capoclasse di controllare gli altri ragazzi, mentre loro erano dentro, e di rimanere esattamente li’, senza muoversi.

Non prima che lui e Clara fossero tornati a prenderli. 

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