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Gennaio dispettoso.

Tantissimo tempo fa esistevano due fratelli, che si chiamano Gennaio e Febbraio.

Erano due ragazzoni alti, magri magri e con gli occhi di ghiaccio ed a volte, erano cosi’ abituati al ghiaccio dei loro occhi, che quel freddo lo trasportavano anche nel cuore.

Certo, non lo facevano con tutti, diciamo che tra di loro andavano molto daccordo, mentre con la loro vicina, la signorina merla, non erano sempre amichevoli, ma anzi, erano sempre pronti a fargli qualche brutto dispetto.

La merla poverina ci rimaneva male, cercava di parlarci, di andare daccordo con loro, ma mentre Febbraio era un bimbo con cui si poteva ragionare, Gennaio non voleva sentir ragioni: aveva deciso senza motivo che la piccola merla gli era antipatica e non c’era nessuno che riusciva a convincerlo del contrario.

Alla fine la merla aveva rinunciato alla sua amicizia.

Aspettava con pazienza che Gennaio finisse di fare tutto quel freddo dagli occhi e dal cuore, per poi uscire di nascosto dalla tana alla ricerca di buon cibo da mangiare.

In realta’ non e’ che Gennaio era cattivissimo con tutti, era invidioso della bellezza della merla, che era bianca piu’ bianca del ghiaccio degli occhi di Gennaio e questo Gennaio proprio non riusciva a sopportarlo.

Cosi’ ogni volta che la merla provava a mettere il becco fuori dal suo caldo rifugio,

Gennaio riempiva le sue grosse guancione e soffiava un vento freddo piu’ freddo mai conosciuto. Molto piu’ freddo di un congelatore.

Insomma la povera merla, ogni volta che Gennaio faceva cosi’ lo sbruffone era costretta a rientrare nella sua tana senza cibo, altirmenti sarebbe diventata una statua di ghiaccio.

Una mattina pero’ la merla aveva cosi’ tanta fame che usci’ lo stesso dal nido ed ando’ arrabbiatissima incontro a Gennaio e senza un briciolo di paura disse:

“Tanto mio caro Gennaio prima o poi dovrai lasciare il posto a tuo fratello Febbraio, che e’ piu’ buono con me e allora io usciro’ e mangero’ fino a riempire tutto il mio pancino e tu la smetterai di fare il prepotente!”

In effetti a quei tempi Gennaio era piu’ piccolo di Febbraio, Gennaio aveva 28 giorni per giocare a fare lo sbruffone, mentre Febbraio era il piu’ alto dei due, lui aveva 31 giorni per giocare.

Ma il cattivo Gennaio a sentire le parole della merla corse subito da suo fratello e gli chiese tre dei suoi giorni in prestito per continuare a soffiare il vento piu’ forte che poteva.

Febbraio non capiva il perche’ di quella richiesta ma visto che era un buono gli regalo’ i suoi tre giorni di svago, diventando lui di 28 e Gennaio di 31.

Di tutto questo la merla chiaramente ne era all’oscuro e all’indomani dei suoi calcoli, quando credeva che ormai il tempo di Gennaio fosse finito, usci’ allegra e tranquilla dal suo nido, pronta a riewmpirsi provviste, ma Gennaio appena vide il suo becco giallo si nascose dietro un albero e quando la merla fu troppo lontana dal suo nido soffio’ e soffio’ e soffio’ il vento piu’ gelido che avesse mai fatto.

Alla povera merla non rimase che cercare rifugio da qualche parte, ma il vento e la neve che cadeva fitta sui suoi occhietti le impediva di vedere bene dove fosse finita.

Rimase nascosta in quel caldo nascondiglio finche’ Gennaio non ebbe finito i suoi tre giorni in piu’ di gioco, poi appena Febbraio timidamente fermo’ tutto quel vento e quel freddo la merla usci dal suo nascondiglio sana e salva, ma invece di essere bianca come la neve, era diventata tutta nera.

La merla non si era accorta di essersi nascosta dentro la cappa di un camino e la fuliggine aveva colorato di nero le sue ali.

Ma anche se ormai aveva cambiato colore, per sempre rimase bella e libera di andare a fare provviste!


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