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L’antenato menestrello.

Sole approfittava di quelle ultime giornate dell’inverno per fare molti disegni e colorare fogli e  fogli di giornali vecchi.

Alcune volte, stufa di disegnare saliva su in soffitta a cercare qualche vecchio gioco della mamma e del papa’.

Amava salire sulla soffitta accompagnata dal gatto Leo, perche’ le sembrava ogni volta di affrontare chissa’ quale nuova avventura e di scoprire chissa’ quale segreto che apparteneva alla sua famiglia.

Come oggi per esempio, che stanca dei suoi giochi, decise insieme a Leo, di salire fin sull’ultimo piano della casa, con la vecchia chiave della porta in mano, pronta a cercare qualcosa di nuovo e di misterioso.

La porta si apri’ con un cigolio sinistro.

Sole portava sempre con se uno straccio perche’ spesso toccava cose vecchie e molto polverose ed al gatto Leo, la polvere, non piaceva affatto.

Cio’ che colpi’ la sua curiosita’ era un vecchio baule, lasciato in un angolo della soffitta.

Sopra al baule erano appoggiati molti arnesi rotti: un vecchio frullatore, una vecchia cassetta delle lettere, un vaso rotto ed altre cose che i suoi genitori invece di buttare avevano accatastato li’.

Sole ci mise un po’ prima di riuscire a liberare il baule da tutto quell’ingombro.

Una volta tolto tutto provo’ ad aprirlo, ma il coperchio era pesantissimo e non ne voleva sapere di venir via.

Sole provo’ piu’ e piu’ volte, ma le sue braccia non avevano tutta quella forza.

Qui serviva l’aiuto di un adulto.

Sole ragiono’: il papa’ era ad un viaggio di lavoro, la mamma preparava dolci e biscotti….la nonna! Sicuramente la nonna avrebbe aiutato la bambina!

Chiese alla mamma il permesso di telefonare a sua nonna, ma anche la nonna era partita e la mamma le spiego’ che non l’avrebbe trovata in casa.

Sole decise dunque di svegliare Mauretto l’orsetto dal letargo e di chiedere aiuto a lui.

Mauretto ancora assonnato segui’ la bambina, portando con se la sua copertina.

Non aveva capito bene cosa dovesse fare, ma lo voleva fare subito, in modo da poter tornare al suo letargo.

Si era fatto i conti, aveva ancora un paio di settimane di sane dormite prima di svegliarsi definitivamente per l’arrivo della primavera.

In soffitta noto’ il baule e si rese conto di cio’ che Sole gli aveva chiesto!

Per lui che era un orso sarebbe stato un gioco da ragazzi aprire un vecchio baule, ed a quel punto era curioso anche lui di sapere cosa nascondesse all’interno. Sperava in qualche vasetto di miele abbandonato!

Aperto finalmente il baule dentro trovarono un oggetto mai visto prima: sembrava una chitarra, ma non una chitarra come quelle che aveva sempre visto Sole, questa era piu’ stretta, con meno corde e non c’era il solito buco nel mezzo.

Era troppo curiosa, doveva sapere cosa fosse quell’arnese e a chi fosse appartenuto.

Cosi’ corse giu’ dalle scale in cerca della mamma e la porto’ di sopra in un battibaleno.

Mauretto nel frattempo, scoperto che nel baule non c’era miele, decise di tornare a dormire,

appisolandosi direttamente su in soffitta.

La mamma corse insieme a sua figila per le scale ed avvicinandosi al baule sorrise divertita alla vista dello strumento.

La mamma le racconto’ che il bis bis bis nonno di Sole, da ragazzo era un menestrello e quello era il suo strumento, che si chiamava Ribeca.

Sole non sapeva cosa fosse un menestrello, cosi’ la mamma le spiego’ che i menestrelli erano degli artisti che andavano in giro di corte in corte a raccontar storie inventate con la loro fantasia, tramandate di menestrello in menestrello ed accompagnate dal suono di quello strumento molto simile ad una chitarra classica.

Sole felicissima della sua scoperta chiese di poterlo provare. La mamma acconsenti’ ma Sole non era in grado di suonarlo, ci provo’ allora Mauretto, svegliato di nuovo dalla sua piccola amica.

Che dire, Mauretto era un ottimo menestrello! Appena preso in mano lo strumento inizio’ subito a comporre della musica divertente.

Sembrava proprio fatto per lui!

Inizio’ allora anche a cantare, ma Mauretto era molto stonato e Sole e la mamma ridevano tappandosi le orecchie mentre Leo il gatto scappo’ spaventato dal gran baccano!

La Ribeca, nonostante i moltissimi anni passati sapeva ancora suonare bene e la mamma decise di regalarla a Mauretto cosi che potesse accompagnare con la musica i racconti di Ser Serpente una volta tornata la bella stagione.

Mauretto promise di prendersi cura di quell’oggetto tanto prezioso e Sole fu felice di scoprire che nella sua famiglia, tanto tanto tempo fa, era nato un artista!


Mauretto l’orsetto ha finito il miele!

Fa ancora molto freddo nell’allegra fattoria di Sole e lei ed i suoi amici sono tutti rintanati nei loro lettini, aspettando che la neve e il vento gelido smettano di fare festa li’ fuori.

Purtroppo pero’ qualcuno ha fatto male i conti: si tratta di Mauretto l’orsetto che nelle fredde giornate d’inverno si sveglia solo ogni tanto per mangiare, ma quest’anno purtroppo si e’ confuso e le sue scorte sono finite troppo presto!

Che fare adesso senza il suo amato miele?

Mauretto ha troppa fame, non riesce a riaddormentarsi ed aspettare le giornate piu’ calde.

Il suo pancino brontola cosi’ forte che il rumore lo tiene sveglio, ed anche i crampi della fame, deve per forza uscire e cercare qualcosa!

Vorrebbe andare a trovare le api e farsi dare il loro prezioso tesoro direttamente dalle loro celle ma anche le api adesso sono al caldo rintanate nel granaio e sopratutto, il loro miele ancora non e’ pronto per essere mangiato.

Mauretto, mentre pensa ad una soluzione, cerca qualcosa con cui coprirsi per uscire e non trovando la sciarpa che gli aveva regalato Sole per questo Natale, si infila direttamente la coperta di flanella sulle spalle ed affamato ma coraggioso apre la porta della stalla in cerca di cibo.

Fuori c’e’ solo vento e neve ed e’ l’ora del tramonto, quindi non si vede piu’ molto bene, non si distinguono gli alberi dai pali della luce.

Mauretto cerca di raggiungere la porta della cucina di Sole, almeno li sa che qualcuno tra Sole, la sua mamma o il suo papa’ sara’ pronto a sfamarlo, ma si vede poco ed il vento lo fa camminare piano e con fatica. Ogni tanto inciampa in qualcosa e cade, riempiendo il suo pelo di strati di neve e granelli di ghiaccio.

La strada verso la cucina di Sole sembra infinita.

Intanto al calduccio a casa, il cane e Leo il gatto stanno giocando tra di loro con una palla di gomma vicino al camino e Sole ammira il bianco candore del panorama fuori dalla finiestra appoggiata al sofa’.

Proprio in quel momento, davanti gli occhi di Sole compare una strana figura con un grosso mantello sulle spalle. Sole per nulla spaventata grida felice:

“Mamma guarda! Sta arrivando un super eroe per far smettere il freddo inverno: guarda che lungo mantello che ha! ”

La mamma corre verso la finestra e vedendo anche lei quella strana figura, senza allontanarsi dalla bambina chiama il papa’ che preoccupato ma coraggioso apre la porta pronto per capire cosa stava accadendo.

Mentre Sole e la mamma continuavano a schiacciare i loro volti sui vetri della finestra per seguire la traiettoria dell’uomo mascherato, sentono dall’ingresso la fragorosa risata del papa’, allora Sole e sua madre insieme al cane e Leo corrono a vedere di cosa si tratta e la scena che si trovarono davanti fu surreale e fantastica: davanti a loro c’era un enorme orso col pelo intirizzito e una coperta di flanella sulle spalle, col nasone freddo e la pancia che ormai faceva un rumore assordante!

Altro che supereroe! Era Mauretto l’orsetto che aveva lui bisogno di qualcuno che lo aiutasse, che lo aiutasse a placare tutta la sua infinita fame.

Fece scorta di coccole e miele ed anche di pane e formaggio, altro suo cibo preferito ed appena abbassatosi il vento corse di nuovo verso la stalla, al riparo da quegli ultimi giorni d’inverno, a pancia piena pero’!

Non siamo tutti amici.

Sole la mattina andava a scuola, amava molto andare a scuola ed aveva molti amici, ma c’era una bambina che proprio non riusciva a sopportare! Questa bambina era sempre molto arrabbiata e molto capricciosa, Sole invece era sempre sorridente e le piaceva giocare e condividere i giochi con tutti i suoi amichetti, mentre la bimba quando si trattava di condividere e di giocare tutti insieme, proprio non ne voleva sapere! Sole aveva provato più volte ad andarle vicino ma la bambina le rispondeva a suon di linguacce e Sole ci rimaneva molto male. Ogni giorno quando di trattava di giocare in gruppi o fare qualche lavoretto la bimba riempiva Sole di smorfie e dispetti. Le toglieva le matite dalle mani, le nascondeva la gomma per non farle correggere i lavori e le tirava sempre i capelli.  La mamma di Sole non sapeva nulla di quello che accadeva a scuola. Incontrava la mamma molto spesso e tra loro andavano molto d’accordo, quindi, mai si sarebbe aspettata che le bambine invece proprio non si sopportavano. Un giorno la bimba aveva invitato tutti i suoi amichetti per una piccola festa a casa sua e la mamma di Sole disse alla mamma della festeggiata che sicuramente sarebbero andate, ma appena raccontato tutto a Sole lei imputò i piedini e rispose arrabbiata: “No mamma, io non voglio andarci! Avresti dovuto chiedermelo prima di dire alla mamma che saremmo andate!” La mamma sbalordita non si sarebbe mai aspettata una reazione del genere dalla sua dolce bambina e cercò di farsi raccontare dalla figlia il motivo di tanta insistenza. Sole le raccontò delle marachelle che si facevano in classe e di come la bimba non volesse mai giocare con Sole nonostante le sue continue richieste! La mamma non sapeva che pesci prendere ma ormai aveva detto di si, non potevano non andare e poi non è in questo modo che si affrontano i problemi. La mamma cercò di spiegare alla piccola che a volte non a tutti i bambini piacciono le stesse cose o gli stessi giocattoli e che ognuno di noi ha un carattere speciale e che bisogna andare incontro a ciò che non si conosce. Dopo molte perplessità Sole si convinse di andare alla festa e si divertì moltissimo ed anche l’altra bimba che mai si sarebbe aspettata Sole fu felice di vederla, addirittura riuscirono a fare dei giochi insieme.  Forse dopo quel giorno sarebbero diventate amiche!

Nove giorni della settimana.

Sole era sempre felice di poter passare le sue giornate insieme al suo papà, che però lavorava molto fuori casa e la bambina poteva trascorrere del buon tempo con lui solo il Sabato e la Domenica.

Avrebbe preferito che il Sabato e la Domenica durassero di più di 24 ore ciascuno.

Spesso la bambina si chiedeva chi avesse inventato solo 2 giorni di riposo e 5 di lavoro. Non sarebbe stato meglio 5 giorni per lavorare e 4 di weekend?

Era Venerdì sera, il preludio ai suoi 2 giorni col papà.

Sole quella sera andò a dormire prima del solito, di modo che, il Sabato mattina si sarebbe potuta svegliare presto, per godere del tempo extra con suo padre.

Ecco finalmente Sabato: Sole si trovava a casa con sua mamma, suo papà e tutti i suoi amici animali. Era pomeriggio, e la piccola stava giocando in giardino col papà ad acchiapparella e Sole rideva rideva e rideva!

Era felice, tutti erano felici!

Il giorno dopo, Sole si trovava ancora in giardino a giocare con tutti i suoi amici animali, ma era anche un pò triste, perchè ogni volta che arrivava il Sabato arrivava anche la Domenica, ed era l’ultimo giorno che poteva stare col suo papà. Avrebbe dovuto aspettare un’altra lunghissima settimana per stare di nuovo insieme a lui!

Invece il papà era felice e faceva volare la bambina in alto e poi in giravolta, ancora ed ancora un’altra volta!

Sole non capiva perché il papà fosse così euforico, forse gli piaceva così tanto il suo lavoro che non vedeva l’ora di tornarci, invece lui era felice perché oggi non era Domenica, ma il secondo Sabato. Sole aveva ancora tutta una Domenica e la seconda Domenica della settimana per stare insieme al suo papà!

Era entusiasta!

Praticamente non esistevano più sette giorni della settimana, ma nove: c’erano Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, il secondo Sabato, Domenica e la seconda Domenica, ed era fantastico!

Sole passava tanto tempo col suo papà adesso ed era felice, giocavano, andavano a fare lunghe passeggiate, tornavano, mangiavano tutti insieme e la sera prima di andare a dormire decidevano già il programma per il giorno successivo: una gita fuori porta, un’esplorazione segreta, un mega disegno da colorare.

I giorni di colpo erano diventati di più da trascorrere insieme, sembrava di vivere una vacanza, senza essere in vacanza!

“Sole, bambina mia, sveglia! Non vorrai passare tutta la mattina a fare la pigrona a letto! Quando andiamo a giocare?” Sole che dormiva ridendo si svegliò di colpo senza capire cosa stava accadendo.

Raccontò a suo padre che lei era già sveglia, e stava già giocando con lui e che era la loro seconda domenica oggi! Ma il papà le spiegò ridendo:

“Sole,piccola mia, era solo un sogno!”

Nel suo sogno Sole riusciva a vedere la realtà mischiata alla sua immaginazione ed alla sua volontà di avere più giorni della settimana.

Rimase un pò male che tutto quello che aveva visto non era accaduto realmente però era felice, perchè aveva fatto un sogno fantastico e decise, che passati questi due giorni con suo padre, da Lunedì avrebbe rifatto lo stesso sogno così ciò che nella realtà non poteva cambiare, lo avrebbe almeno continuato a sognare, come se fosse vero!

Ombre cinesi.

Nella fattoria di Sole con l’inverno fa buio presto e molto freddo, e ci si annoia di più!

Gli amici animali sono quasi tutti in letargo oppure chiusi nelle stalle.

Gli unici che fanno compagnia a Sole tutto il giorno sono il cane e Ricci il riccio, il nuovo amico conosciuto qualche giorno fa.

Sole passa gran parte della sua giornata, quando non è all’asilo, a rincorrersi dentro casa con loro, col cane più che altro perchè il riccio non è molto veloce e si spaventa molto spesso, così che finisce sempre per chiudersi a palletta.

Ma la mamma di Sole non vuole che si corra dentro casa, è pericoloso perchè lo spazio è ristretto e si può incappare nel rischio che Sole o il cane o chiunque passi in casa in quel momento si faccia male.

Per Sole però è difficile tener ferme le sue gambe, per esempio proprio dopo l’ultimo monito della mamma è caduta faccia a terra, tagliandosi il labbro! Che dolore poverina, e quante lacrime!

La mamma per calmarla ha allora inventato un nuovo gioco: seduti con le spalle al camino, illuminati solo dalla luce del fuoco sulla parete bianca, un piccolo uccellino faceva capolino!

Sole sbalordita non capiva da dove fosse uscito fuori quell’uccellino e mentre cercava di seguirlo con gli occhi, l’uccellino si trasformò magicamente in un anatroccolo, poi in un cane ed infine in uno spaventoso dinosauro.

Sole di colpo saltò sulla sedia e si avvicinò alla parete per provare a toccare quelle strane figure ed inseguirle, ma appena si avvicinava loro scomparivano inghiottite da una grande ombra.

Due o tre volte Sole provò ad avvicinarsi, ma erano più furbe di lei, scappavano subito e stranamente comparivano solo se lei da brava bambina si rimetteva seduta spalle al camino accanto alla sua mamma.

La mamma divertita spiegò alla bambina che quegli animali venivano dalle sue mani, dal modo in cui lei proiettava l’ombra delle sue mani sulla parete e l’ombra, arrivava grazie al fuoco del camino dietro di loro, che emanava luce oltre che scaldarle.

Sole volle provare subito e dopo una serie di timidi tentativi diventò più brava di sua madre ad inventare animali ed ombre.

Al cane invece, quel gioco non piaceva così tanto, anzi si spaventava parecchio ed aveva iniziato ad abbaiare molto forte, tanto che anche il riccio per la curiosità si era avvicinato a controllare cosa stesse succedendo, ma quando si trovò sulla sua povera testolina un’aquila che voleva acciuffarlo si chiuse a palletta tutto tremolante e sul muro comparve la sua sagoma tutta tonda e piena di spine.

Finalmente un gioco nuovo! Sole era contenta, adesso sapeva dopo il tramonto che gioco fare, divertendosi con la sua mamma.

Opere d’arte!

Tutti gli anni nella fattoria di Sole si tiene una gara di bravura tra tutti gli animali.

La gara di bravura è stata inventata da Sole la scorsa primavera, quando, il loro giardiniere di fiducia per colpa di una brutta febbre da fieno lasciò lei e la sua mamma da sole ad occuparsi di tagliare tutta l’erba dell’infinito giardino della fattoria.

In quell’occasione per rendere il lavoro più divertente e coinvolgere tanti piccoli aiutanti, Sole si inventò la gara di bravura, dove tutti gli animali della fattoria, muniti chi di forbici, chi di tagliaerba e chi di denti dovevano inventare la scultura d’erba più bella.

Parteciparono tutti entusiasti: la mucca trainava un vecchio aratro dimenticato nel granaio, seguita dal vitello che gustava erbetta fresca ad ogni passo.

L’asino si occupava di staccare le erbacce coi denti vicino al campo di carote, il suo cibo preferito.

Il coniglietto trasportava i mucchietti di erba fresca tutti in un punto: voleva costruire la montagna più gigantesca del mondo!

Il maiale più che sculture di erba si occupava di farsi dei bei bagni di fango per poi modellare con le zampette polpette di fango, vulcani di fango e perfino castelli!

Il cane co-ordinava il lavoro di tutti. Correva e scodinzolava qua e là, per curiosare tra le opere degli altri e controllare che ognuno eseguisse il suo compito.

Mamma gallina raccolse l’erba per preparare un caldo riparo alle sue uova fresche e già che c’era confezionò un morbido cuscino d’erba a papà gallo ed uno più piccolino per il suo amatissimo piccolo pulcino.

Anche Ser Serpente fu chiamato a partecipare e strisciando strisciando si occupava di appiattire l’erba per farne un grande imballo.

Infine c’era Mauretto l’orsetto che in quanto a fantasia non lo batteva nessuno, dai grossi cespugli di erba che costeggiavano la fattoria costruì un grandissimo trenino con binari e stazione. Una gigantesca opera fatta di erba, così grande e così bella che gli animali si trovarono tutti d’accordo a decretare lui il vincitore indiscusso della gara di bravura!

Sole fece una bella foto di lui accanto al trenino e ne fece un quadro che appese sul muro della fattoria.

Mauretto si sentiva molto soddisfatto soprattutto perchè Sole lo premiò con una medaglia di miele e cioccolato, buonissima da mangiare!!!

Le olimpiadi di Sole.

L’inverno non voleva proprio smettere nell’allegra fattoria di Sole ma lei ed i suoi amici animali erano ormai stufi di sentire freddo e di passare tutte quelle ore ad annoiarsi, così Sole una mattina buttò giù un’idea: avrebbe organizzato le Olimpiadi invernali!

Prima di tutto aveva bisogno di mettere su un progetto quindi con carta e matita iniziò a disegnare il percorso ed ogni gioco da fare.

 

Una volta scritto il progetto organizzò una riunione straordinaria, prima con la mamma che doveva darle il permesso, poi con i suoi amati amici animali, per spiegare tutti i giochi.

Le olimpiadi si sarebbero aperte con la mamma di Sole che accendeva un grosso fungo da giardino per cercare di non far congelare nessuno.

Acceso il fungo tra grandi applausi i giochi potevano iniziare, due squadre: la rosa e la verde.

La prima specialità sportiva era la corsa, come concorrenti la mucca per la squadra rosa e l’asino per la squadra verde. La mucca non era molto veloce, ma il suo peso faceva in modo che le sue zampe rimanessero ben salde sul terreno pieno di neve, mentre il povero asino della squadra verde, più magrolino della mucca, scivolava di continuo, vinse senza difficoltà la cara signora mucca!

La seconda attività era il salto con la l’asta, in realtà l’asta non c’era e quindi il gioco era stato trasformato in salto e basta: vinceva chi avrebbe fatto il salto più lungo. Cane per la squadra rosa e coniglietto per la verde, inutile dirlo, il coniglietto battè il cane senza alcuno sforzo.

Sole era la telecronista dell’evento mentre il suo papà faceva l’arbitro, il medico sportivo, il guardalinee e tifava per entrambe le squadre.

La terza prova invece consisteva in una gara di slittino, il povero Ser Serpente su uno slittino e Mauretto l’Orsetto sull’altro. Ser serpente aveva molta paura della velocità e poi era infreddolito, finì contro una montagna di neve e si trasformò in un gigantesco pupazzo, con tanto di occhialetti in cima, mentre Mauretto l’Orsetto a metà percorso si addormentò, finendo anche lui nella montagna di neve insieme al suo amico Ser Serpente.

Continuarono altri giochi meno pericolosi, come il salto dei sacchi e la gara di nascondino; alla fine non si capiva più nemmeno quale animale facesse parte di quale squadra, ma almeno Sole e di suoi amici animali passarono un pomeriggio a divertirsi ed ad inventare giochi. Stanchi, infreddoliti ma felici.

Quando il fuoco nel fungo si spense la mamma di Sole dichiarò la competizione conclusa e vennero consegnate tante medaglie di cioccolato e semi di avena a tutti i partecipanti, che felici mangiarono il bottino, non prima però che il papà di Sole gli scattasse una bellissima foto ricordo.

Sembrava una lucertola.

Le giornate iniziavano ad allungarsi nell’allegra fattoria di Sole, tra uno sbadiglio e una stirata alle zampe anche tutti gli amici animali iniziavano ad aprire gli occhietti ancora assonnati ed ad affacciarsi a salutare le belle giornate.

La bambina finalmente poteva uscire a giocare con il cane e con il gatto tra l’erba alta del suo giardino.

Il sole riscaldava l’aria e tutto sembrava prendere nuova vita.

Sole ed il suo amico cane facevano lunghe corse nel prato, correvano, correvano e correvano ancora.

Si fermavano di tanto in tanto a riprender fiato per poi ricominciare a correre più veloce di prima.

Tra l’erba alta, Sole faticava a capire dove metteva i piedi ed infatti inciampò sulla grossa radice dell’albero d’ulivo e cadde faccia a terra. Non si fece molto male, ma rimase faccia a terra ed occhi chiusi per qualche secondo, tanto che il suo amico cane corse a vedere se fosse qualcosa di serio.

Quando riaprì gli occhi, Sole si trovò sulla punta del naso una piccola lucertola.

Sole non aveva paura delle lucertole, anzi, amava il loro modo di riscaldarsi coi raggi del sole, spesso le piaceva imitarle e sdraiarsi sul prato per riscaldarsi anche lei.

Ma questa lucertola non stava prendendo il sole, in realtà stava per acchiappare una formica quando la bimba le cadde quasi addosso e spaventato invece di correre planò via.

Sole rimase a guardare la scena a bocca aperta. Era arciconvinta che le lucertole non sapessero volare, non avevano mica le ali, eppure questa, volava eccome!

Planava da un ramo all’altro del vecchio ulivo, senza quasi mai toccare terra.

Sole era sbalordita dalla sua particolarità, ma anche dalla sua bellezza, infatti questa strana lucertola aveva delle ali di un colore sgargiante: mai viste ali così forti e così colorate.

Corse subito a raccontare alla mamma la sua scoperta, ma quando portò la mamma sotto l’ulivo, della strana lucertola non c’era più traccia.

Che peccato! Sole voleva fare amicizia con lei, ne voleva sapere qualcosa di più sul suo conto.

Fortunatamente la mamma in casa aveva una grande enciclopedia degli animali con molte immagini, così insieme si misero alla ricerca dell’animale misterioso e scoprirono che quella non era propriamente una lucertola, ma un vero e proprio esemplare di drago volante.

“Pensa un pò te!” esclamò Sole soddisfatta: “Sembrava una lucertola!”

Un drago volante nella loro fattoria! Peccato non essere riuscita nemmeno a fargli una foto, ma Sole aveva un ottima memoria e quella sera prima di andare a dormire disegnò tantissimi draghi volanti così se non fosse più riuscita ad incontrare il suo amico ne avrebbe almeno conservato il ricordo.

 

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Sole alle giostre

Vicino la fattoria di Sole, sono arrivate le giostre.

Sole non le aveva mai viste, non sapeva proprio cosa fossero ma sentiva sua mamma parlottare col suo papà di nascosto e si era incuriosita.

Nascosta dietro il divano cercava di capire cosa dicessero quei due, ma non capendo una parola preferì dedicarsi al suo amico cane, dimenticandosi delle stranezze dei suoi genitori.

Intenta a lanciare al suo fidato amico una palla di gomma nel cortile dietro casa, venne interrotta dalla sua mamma, che felice le annunciava che quel pomeriggio sarebbero andati a vedere le nuove giostre in città.

Sole era contenta ma ancora non aveva ben capito cosa fossero e durante il tragitto in macchina non riusciva a frenare la sua impazienza chiedendo sempre al suo papà: “Siamo arrivati?” E dopo altri cinque minuti: “Siamo arrivati? “ e dopo cinque minuti ancora: “E adesso, siamo arrivati?”

Anche sua mamma e suo papà erano impazienti di tornare alle giostre, perchè l’ultima volta che erano andati erano piccoli, proprio come Sole adesso ed anche loro avevano voglia di divertirsi un pò.

Dopo qualche minuto finalmente arrivarono,era un bellissimo pomeriggio ed anche se faceva freddo il sole riusciva a riscaldare i loro volti scoperti dalle sciarpe e dai cappelli di lana.

Il suo papà era riuscito a parcheggiare abbastanza vicino l’entrata così vicino che quando la bambina scese dalla macchina intuì subito il significato della parola “giostre”!

La prima attrazione che Sole notò fu una grandissima ruota, con delle strane tasche attaccate, la mamma le spiegò che quella che stava ammirando non era una semplice ruota gigante, ma bensì una fantastica ruota panoramica; le spiegò anche che salendoci sopra Sole avrebbe potuto ammirare dall’alto tutta la sua città.

Sole non vedeva l’ora di salirci, voleva scoprire se riusciva a vedere la sua fattoria da così in alto.

Il papà invece aveva voglia di zucchero filato e di salire sulle montagne russe!

Anche Sole avrebbe tanto voluto andare sulle montagne russe, ma il macchinista non la fece passare, era ancora troppo piccola. Avrebbe dovuto aspettare di crescere un altro pò.

C’erano così tante attrazioni che Sole non sapeva dove guardare, e cosa provare per prima.

C’erano tazzine da caffè gigante che facevano il girotondo, mongolfiere che ti portavano in alto ed ancora più su, il giardino labirinto, la terra dei dinosauri, la casa degli specchi, il mondo dei gonfiabili e mille palloncini che volavano su nel cielo; e poi musica bancarelle, camioncini che vendevano pop corn caldi e castagne.

Mille suoni e mille colori, Sole non aveva mai visto un posto così magico.

La bambina correva da una parte e l’altra felice ed anche la mamma ed il papà correvano con lei, attenti a non perderla mai di vista.

A fine giornata Sole era riuscita a provare quasi tutti i giochi, almeno tutti quelli che le era permesso fare e si era riempito il pancino di pop corn e zucchero filato, fino a non poterne più.

Il giorno aveva lasciato il posto alla notte e per Sole e la sua famiglia era arrivato il momento di tornare a casa.

Sole dal finestrino della sua auto continuò a guardare le luci delle giostre pian piano sparire all’orizzonte. Erano ancora più belle illuminate dalla luce della luna e del neon.

La piccola Sole si addormentò sfinita prima ancora di arrivare a casa, sfinita, ma felice.

 

Sole in biblioteca

Le giornate che precedono l’inverno, sono lunghe in fattoria.

Gli animali sono tutti rintanati nelle stalle per ripararsi dal freddo e Sole si annoia sempre chiusa in casa con la sua mamma, così insieme decidono di passare il pomeriggio in biblioteca.

La biblioteca è un posto molto affascinante per loro, ed il bibliotecario è un signore molto in gamba che lavora lì da sempre, almeno da quando era giovane la mamma di Sole, perchè loro infatti si conoscono molto bene.

La mamma di Sole ha scelto i libri che vuole direttamente sul sito internet della biblioteca, così quando arriverà sa già dove andare a cercare, mentre a Sole piace curiosare nel reparto ragazzi dove si lascia affascinare dai grandi scaffali pieni di colori e di libri.

Sole che ancora non sa leggere ama mettere il naso tra le pagine ed immaginare chissà quale storia, avventura, quale racconto: immagina personaggi, supereroi, animali fantastici.

Da grande sa già che leggerà tantissimo, vorrebbe imparare a leggere il più presto possibile per leggerli tutti, uno ad uno ed affrontare mille vite alla volta.

La prima cosa da fare appena arrivate è aggiornare le loro tessere perchè quelle dell’anno scorso sono scadute, così ognuno può scegliere fino a quattro libri alla volta.

La mamma ne ha scelti due. Sole passa una buona oretta nella biblioteca dei piccoli, dove nessuno fa rumore ed uno alla volta, sopra i tavolini colorati poggia tutti i libri che passerà in rassegna prima di scegliere quelli che porterà a casa.

La mamma gliene lascia sempre scegliere due col patto di riprende altri due quando riconsegneranno questi, sempre che Sole ne abbia cura e non li rovini, altrimenti la mamma non le permetterà più di prenderli in prestito.

Sole è abituata a trattare bene le cose in prestito, anche coi suoi amici animali, quando Ser serpente arriva col suo librone al tramonto. Nessuno osa avvicinarsi al librone delle storie se Ser serpente non dà il permesso.

Il loro amico ci tiene alle sue storie, ed anche gli altri animali ci tengono per questo stanno molto attenti a non rovinare o a strappare le pagine: è stato proprio Ser serpente a far innamorare Sole delle storie e dei libri ed in questo periodo il suo amico gli manca tanto.

Meno male che ci pensa la mamma a coltivare la sua fantasia.

I libri sono stati scelti, finalmente a casa Sole potrà chiedere alla sua mamma di leggerli  con lei per l’ora della nanna.

Sole ha scelto un libro che parla del corpo umano ed uno sui vichinghi, che Sole non ha idea di chi siano. Ci sarà molto da scoprire nelle prossime giornate, e lei, non vede l’ora!

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