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Mola e Lamo.

C’erano una volta due amici ma amici di quelli veri, quelli per la pelle, di nome Mola e Lamo.

Mola e Lamo erano sempre insieme e si raccontavano tutti i loro segreti, ma un giorno Mola parti’ per un paese lontano e disse a Lamo:

“Non piangere, io un giorno tornero’ e ti raccontero’ tutto quello che ho visto e tutto quello che ho fatto.”

Lamo era molto triste per la partenza del suo amico, ma sapeva che sarebbe tornato e questo le bastava per stare serena.

Un giorno di due anni dopo Mola torno’ e Lamo ne fu molto felice.

I due amici tornarono a passare tutti i loro giorni insieme, dal mattino alla sera e dalla sera al mattino e si divertivano molto, ridevano a crepapelle, scherzavano ed erano sempre di buon umore.

Pochissimo tempo dopo pero’ venne da Mola una persona che aveva conosciuto nei due anni che fu lontano.

Questa persona era una bella bambina di nome Ema, che aveva passato tutto il suo tempo con Mola quando era stato via e adesso era tornata da lui per riportarlo a casa, la sua nuova casa, lontano da Lamo.

Inizialmente Mola non voleva andare via, era felice qui nella sua citta’ natale con Lamo ed Ema insieme.

Non gli mancava niente, aveva tutto. Aveva la sua vecchia amica e la sua nuova amica e poi loro nel frattempo erano diventate molto amiche: a Lamo piaceva Ema e ad Ema piaceva Lamo. Adesso gli amici erano tre ed insieme ci si divertiva di piu’.

Ma piu’ i giorni passavano e piu’ Ema diventava triste, sempre piu’ triste e sia Mola che Lamo non capivano e non riuscivano piu’ a tirarle su’ l’umore con la loro compagnia, finche’ un giorno capirono: Ema si era ammalata! Era ammalata di nostalgia.

Ad Ema mancava la sua casa, i suoi prati, i suoi infiniti boschi e tutti gli amici che aveva lasciato nel suo posto del cuore, cosi’ un giorno si decise e riparti’ per quel luogo lontano, ma una volta li’ si accorse che tutto era cambiato: certo i prati erano sempre i prati, i boschi erano sempre infiniti boschi, gli amici della sua infanzia erano ancora tutti li’, ma qualcosa nel cuore di Ema era cambiato.

Era come se le mancasse sempre qualcosa.

Allo stesso modo anche qui da Mola e Lamo la vita sembrava sempre la stessa: Mola continuava sempre a vedersi con Lamo, ma di giorno in giorno Mola diventava sempre piu’ triste e Lamo non capiva e non riusciva piu’ a farlo ridere.

Il vero problema e’ che a Mola mancava Ema e ad Ema mancava Mola.

Lamo in cuor suo sapeva che per essere felici quei due dovevano stare insieme, cosi’ strinse forte il suo amico in un abbraccio e lo saluto’ un’altra volta.

Questa volta sapeva che Mola non sarebbe piu’ tornato, almeno non subito e non se insieme ad Ema, ma sapeva che questa sarebbe stata l’unica strada per curare la nostalgia dei suoi due sueper amici.

Dal canto suo Lamo sapeva anche che sarebbe per sempre stata amica di quel matto di Mola, ovunque lui decidesse di andare, e questo le bastava per essere felice.

Nello il pipistrello.

Rilo girando di citta’ in citta’ incontro’ un giorno un buffo pipistrello, il suo nome era Nello.

Nello era un giovane uccello dal manto nero come la notte e gli occhi gialli come i gatti, pero’ Nello dei gatti aveva paura perche’ di giorno, mentre lui dormiva appeso agli alberi, i gatti si divertivano a fargli molti scherzetti: gli tiravano la palla in testa per farlo cadere, gli facevano le fusa sotto al suo ramo per farlo svegliare, ma Nello non demordeva e continuava a dormire ogni giorno attaccato al ramo dell’albero e col calar del sole, appena i gattoni birboni chiudevano gli occhi per riposare un po’, Nello li teneva tutti svegli col suono acuto della sua voce ed i gatti impauriti correvano a gambe levate giu’ per la valle.

Eh si! Nello sapeva come spaventarli!

Rilo ogni giorno osservava quella scena dei gatti col pipistrello e rideva a crepapelle. Ogni giorno la storia era sempre uguale e Rilo e Nello iniziarono a diventare amici ed insieme cominciarono a fare scherzi ai gattoni.

A Nello piaceva Rilo e a Rilo piaceva Nello, chissa’ forse perche’ erano entrambi uccelli e potevano volare, forse a Rilo piaceva il fatto che Nello era nero come la notte mentre a Nello piaceva il manto fatato di Rilo.

Iniziarono insieme a fare scherzi birboni ai gatti pestiferi che non ne volevano sapere di lasciare in pace Nello.

Finche’ un giorno Rilo disse al suo amico:

“ Va bene Nello, qui c’e’ bisogno di un piano: o tu cambi albero o saranno loro a trovarsi un’altra preda!”

Nello era felice di aver trovato un amico pronto ad aiutarlo e per giorni e giorni studiarono un modo per farla franca coi felini.

Rilo si ricordo’ una cosa che faceva ogni giorno la signora del piano di sotto quando stendeva i panni: per non far avvicinare i gatti la signora riempiva una bottiglia d’acqua e la lasciava vicino ai panni stesi. Nessun gatto provava mai ad avvicinarsi perche’ i gatti hanno paura dell’acqua!

“Che tonto a non averci pensato prima!” Esclamo’ Rilo e subito dopochiamo’ Nello ed insieme confabularono fino a notte fonda.

I gatti osservavano la scena da lontano senza riuscire a capire cosa avessero in mente quei due.

La notte passo’ stranamente senza alcuno scherzo da parte di Nello ai gatti, ma la mattina dopo, i gatti con orrore si resero conto cosa era accaduto: accanto all’albero, proprio sotto al forte tronco, cento bottiglie piene d’acqua erano ferme  a fare da guardia all’albero e quindi al riposo di Nello, che beato come un re sonnecchiava soddisfatto.

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