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Ti regalo una storia.

Ora chiudete tutti gli occhi,

grandi e piccini

c’è una storia che si vuole raccontare da sola

si chiama Natura.

Lei parla attraverso gli alberi, le foglie, i ruscelli

lei parla attraverso l’ossigeno che le dà l’aria e il vento.

Lei si nutre della luce del sole e si rilassa sotto il chiarore delle stelle.

Lei si riposa sulle spiagge al tramonto

quando i bimbi raccolgono i giochi da portare a casa

e i giovani si innamorano specchiandosi occhi negli occhi

col mare a testimoniare il loro amore.

Natura vive delle sue emozioni.

Natura delle volte piange perché è triste.

E’ malinconica perchè non riesce a guardare il mare

delle volte troppo sporco.

E’ così bello il suo mare, pensa!

Ma al mare arrivano tante cose che non gli appartengono

appartengono a noi, noi uomini

che utilizziamo il mare di Natura come se fosse nostro

ma nostro non è.

Natura è una forza.

Cerca di non piangere quasi mai

si trattiene in respiri soffocati e affannosi

ma altre volte sfoga la sua tristezza in grossi temporali

di quelli che ti fanno correre a cercar riparo.

A volte la sua tristezza è così forte che oltre a piangere, urla e scalcia

e noi vediamo i fulmini cadere sulla terra.

Addirittura quando è molto furiosa

batte i suoi potenti pugni sulla terra.

Vorrebbe affondarli nel fango,

ma accade che non prende bene la mira

e colpisce l’asfalto, duro, che rimbomba nella potenza di quel gesto

e fa tremare le nostre finestre e cadere i nostri tetti

e noi piccoli uomini possiamo solo scappare ed aspettare

che natura si calmi,

per riprovare a parlarci,

a spiegare i nostri sentimenti,

ad entrare in contatto col suo cuore e parlargli anche del nostro

che non è giusto per nessuno essere il più forte.

Noi non dobbiamo pensare di essere più forti di madre natura

ma lei non deve arrabbiarsi tanto con noi.

Ogni mamma è paziente con i suoi bambini

spiega spiega e rispiega ancora le buone maniere:

il mangiare seduti a tavola composti

il pulirsi la bocca dopo avere mangiato e lavarsi le mani prima di iniziare.

La mamma spiega ai suoi figli

che è inutile sbattere i piedi per terra e urlare per ottenere di essere ascoltati

ma chiedere gentilmente se una cosa si può fare.

Le mamme delle volte sono stanche

e rispondono come possono ai loro piccoli

a volte sono loro ad urlare,

non perché sono arrabbiate,

semplicemente perchè non hanno più tempo per pensare,

per comprendere.

Anche Natura a volte è stanca e fa la bambina,

con tutti i suoi capricci:

sbatte i pugni e i piedi sul terreno.

Difficile farla ragionare in questi casi, difficile starle dietro

ci spaventa, ci disarma,

sembra come se non l’avessimo mai conosciuta veramente.

All’alba della sua rabbia esaurita

non ci rimane che raccogliere le sue e le nostre lacrime

ed affrontare un nuovo giorno

col coraggio del leone

che Natura la conosce molto bene,

e con la forza del ghepardo

che da nulla si fa abbattere.

Stringiamoci, come fanno i ricci

quando devono trovare calore

per consolare i nostri cuori tristi

amiamoci di più

ed ascoltiamo di più Natura,

sperando di non farla più arrabbiare.

 

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