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Sole alle giostre

Vicino la fattoria di Sole, sono arrivate le giostre.

Sole non le aveva mai viste, non sapeva proprio cosa fossero ma sentiva sua mamma parlottare col suo papà di nascosto e si era incuriosita.

Nascosta dietro il divano cercava di capire cosa dicessero quei due, ma non capendo una parola preferì dedicarsi al suo amico cane, dimenticandosi delle stranezze dei suoi genitori.

Intenta a lanciare al suo fidato amico una palla di gomma nel cortile dietro casa, venne interrotta dalla sua mamma, che felice le annunciava che quel pomeriggio sarebbero andati a vedere le nuove giostre in città.

Sole era contenta ma ancora non aveva ben capito cosa fossero e durante il tragitto in macchina non riusciva a frenare la sua impazienza chiedendo sempre al suo papà: “Siamo arrivati?” E dopo altri cinque minuti: “Siamo arrivati? “ e dopo cinque minuti ancora: “E adesso, siamo arrivati?”

Anche sua mamma e suo papà erano impazienti di tornare alle giostre, perchè l’ultima volta che erano andati erano piccoli, proprio come Sole adesso ed anche loro avevano voglia di divertirsi un pò.

Dopo qualche minuto finalmente arrivarono,era un bellissimo pomeriggio ed anche se faceva freddo il sole riusciva a riscaldare i loro volti scoperti dalle sciarpe e dai cappelli di lana.

Il suo papà era riuscito a parcheggiare abbastanza vicino l’entrata così vicino che quando la bambina scese dalla macchina intuì subito il significato della parola “giostre”!

La prima attrazione che Sole notò fu una grandissima ruota, con delle strane tasche attaccate, la mamma le spiegò che quella che stava ammirando non era una semplice ruota gigante, ma bensì una fantastica ruota panoramica; le spiegò anche che salendoci sopra Sole avrebbe potuto ammirare dall’alto tutta la sua città.

Sole non vedeva l’ora di salirci, voleva scoprire se riusciva a vedere la sua fattoria da così in alto.

Il papà invece aveva voglia di zucchero filato e di salire sulle montagne russe!

Anche Sole avrebbe tanto voluto andare sulle montagne russe, ma il macchinista non la fece passare, era ancora troppo piccola. Avrebbe dovuto aspettare di crescere un altro pò.

C’erano così tante attrazioni che Sole non sapeva dove guardare, e cosa provare per prima.

C’erano tazzine da caffè gigante che facevano il girotondo, mongolfiere che ti portavano in alto ed ancora più su, il giardino labirinto, la terra dei dinosauri, la casa degli specchi, il mondo dei gonfiabili e mille palloncini che volavano su nel cielo; e poi musica bancarelle, camioncini che vendevano pop corn caldi e castagne.

Mille suoni e mille colori, Sole non aveva mai visto un posto così magico.

La bambina correva da una parte e l’altra felice ed anche la mamma ed il papà correvano con lei, attenti a non perderla mai di vista.

A fine giornata Sole era riuscita a provare quasi tutti i giochi, almeno tutti quelli che le era permesso fare e si era riempito il pancino di pop corn e zucchero filato, fino a non poterne più.

Il giorno aveva lasciato il posto alla notte e per Sole e la sua famiglia era arrivato il momento di tornare a casa.

Sole dal finestrino della sua auto continuò a guardare le luci delle giostre pian piano sparire all’orizzonte. Erano ancora più belle illuminate dalla luce della luna e del neon.

La piccola Sole si addormentò sfinita prima ancora di arrivare a casa, sfinita, ma felice.

 

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