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Rilo in mongolfiera.

Rilo voleva andare a trovare una sua zia molto lontana in occasione del suo compleanno, la sua zia preferita. Lei però era lontana dal piccolo e verde bosco dove abitava solitamente Rilo, così lontana che arrivare da lei con le sue piccole ali era veramente impossibile.

Rilo aveva dunque bisogno di un mezzo di trasporto che fosse abbastanza rapido per raggiungere la zia, in tempo per farle una sorpresa di compleanno e che potesse volare, perchè Rilo da bravo canarino quale era amava volare e godersi il panorama.

Parlando col suo amico gorilla delle sue intenzioni ai due amici venne in mente di affittare una mongolfiera! Quella si che sarebbe stata un ottimo mezzo per arrivare dalla zia in tempo e senza perdersi la bellezza di attraversare le nuvole.

Rilo non aveva mai solcato il cielo con una mongolfiera, quindi chiese al suo amico gorilla di accompagnarlo: insieme sarebbe stato certamente più divertente.

Prima di tutto bisognava accendere il motore di cui se ne occupò senza problemi il gorilla.

Una volta che il pallone aerostatico fu bello gonfio Rilo buttò giù i pesi e la mongolfiera salì in volo.

Rilo era entusiasta di poter volare nel cielo senza l’uso delle sua ali per una volta.

Seduto comodamente sulla mongolfiera poteva ammirare le nuvole, respirare aria buona e fresca a pieni polmoni, godersi il viaggio senza preoccuparsi della méta.

Un pò meno soddisfatto era invece il povero gorilla, che non sapeva di soffrire del mal di mongolfiera: la sua faccia divenne prima verde, poi viola, poi di nuovo verde!

Il poverino soffriva le grandi altezze, ma senza di lui Rilo non ce l’avrebbe mai fatta a guidare il pallone, era pur sempre un piccolo canarino.

Meno male che nella cabina trovarono qualche sacchetto dove il gorilla, dopo aver lasciato la colazione della mattina si sentì meglio e tornò al suo lavoro di comandante della mongolfiera.

Il viaggio proseguiva calmo e tranquillo, ma non erano ancora a metà strada che dei brutti lampi iniziarono ad apparire fra le nuvole diventate di colpo grigie.

A Rilo tremavano le zampette non gli piaceva trovarsi a poca distanza da quei brutti fulmini.

Il gorilla cercò di direzionare il pallone in modo da schivarle ma era comunque troppo pericoloso per continuare a volare: decisero per un atterraggio di fortuna, purtroppo però non c’era più terraferma sotto le loro zampe bensì l’infinito mare.

Non avevano altra scelta, dovevano salvare il pallone dai fulmini, quindi si preparono per atterrare sull’acqua stando bene attenti a sgonfiare pian piano il pallone e farlo entrare tutto dentro la cabina. Se si fosse bagnato non avrebbero potuto volare di nuovo.

L’atterraggio fu brusco, ma l’impatto con l’acqua rese tutto più leggero.

Adesso Rilo ed il gorilla potevano tirare un sospiro di sollievo anche se breve, perchè la tempesta peggiorò e di certo il mare aperto non si rivelò una buona sosta.

La mongolfiera ballava prima da una parte, poi dall’altra, facendo ballare anche i due poveri compagni di viaggio.

Di nuovo la faccia del gorilla tornò ad essere prima verde, poi viola poi di nuovo verde. Anche Rilo non era abituato a galleggiare in mare aperto, anche la sua faccia passò dal verde al viola e poi di nuovo al verde.

Questo viaggio si stava complicando!

Decisero di aspettare la fine del brutto tempo con la pioggia addosso e la faccia fuori della cabina, rivolta verso il mare.

Finito il tempaccio caddero esausti in un pisolino ristoratore.

Si svegliarono qualche ora più tardi, accanto ad un gabbiano appollaiato sul lato della cabina. Ci misero un pò a capire dove fossero, poi complice il bel sole riaccesero il motore e continuarono il loro viaggio, riuscendo a lasciarsi il mare alle spalle.

Iniziavano ad avere anche un pò di fame, così, decisero di fare una pausa in una pianura, ma invece di atterrare al suolo, riuscirono ad appoggiarsi su un grosso ramo di un albero secolare: poco male, un canarino ed un gorilla non avevano certo problemi a scendere dall’albero.

Andando alla ricerca di qualche frutto e qualche seme annusarono un buon odorino.

Chissà da dove proveniva!

Si fecero guidare soltanto dal loro olfatto e arrivarono niente poco di meno che alla casa della zia di Rilo che per il suo compleanno si era cucinata una gustosa crostata di marmellata.

“Che sorpresa! Il mio dolce nipotino Rilo è venuto a trovarmi, ed ha portato anche un buon amico! Che bella sorpresa! Avete fatto buon viaggio?”

Rilo ed il gorilla si guardarono un attimo negli occhi e scoppiarono in una risata.

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