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Perditempo

Esisteva in città un aereo molto speciale, piccolo piccolo, che poteva contenere solo una persona e molto lento.

Per gli abitanti della città quello più che essere un vero aereo era solo un prototipo, che non serviva a nulla.

La città in questione aveva un bellissimo aeroporto molto grande, pieno di giganteschi aerei che volavano a gran velocità per portare tutti gli uomini da questa o quell’altra parte, mentre, il piccolo aeroplanino non aveva mai passeggeri e volava sempre a vuoto, in giro per le nuvole.

Un giorno nel grande aeroporto cittadino tutto il personale di volo decise di fare un grandissimo sciopero, nessuno quella mattina avrebbe volato!

Purtroppo però un uomo che andava sempre di corsa quella mattina doveva volare per forza, doveva arrivare in un altro stato e non aveva possibilità di rimanere ancora lì. Doveva per forza trovare un aereo che non fosse in sciopero e che lo avrebbe portato dall’altra parte del mondo.

Il piccolo aereo come ogni giorno stava da una parte del grande hangar degli aeroplani

ad ascoltare tutte le lamentele degli aerei di linea e si annoiava molto, così decise di uscire fuori a farsi in una passeggiata e mentre era immerso ad osservare le nuvole sentì una voce rivolgersi a lui:

“Ehi tu! Sei in grado di volare?”

L’uomo frettoloso salì su di lui senza aspettar risposta! Il piccolo aeroplanino rispose felice:

“Certo signore! Dove vuole andare?”

“Dall’altra parte del mondo!” Rispose risoluto l’uomo d’affari.

Il piccolo aeroplanino soddisfatto mise in moto le sue eliche, lucidò le sue piccole ali, e appena fu pronto iniziò le manovre di decollo. Nel bel mezzo del decollo si sentì l’uomo ordinare:

“Ehi tu! Sbrigati nelle tue faccende che ho fretta”

Il piccolo aeroplanino sorrise e rispose:

”Signore, ma lei sa che tipo di aereo ha preso questa mattina? Io mi chiamo Perditempo e sono l’aereo più lento del mondo, per fare un volo impiego giorni, perchè mi perdo ad osservare la vastità dell’immenso che ho intorno! Tutti in città mi conosco per questo!”

E continuò: “Si prepari, sarà una bella passeggiata!”

“Oh povero me! Ma proprio oggi mi doveva capitare Perditempo? L’aereo più lento del mondo?”

L’uomo d’affari disperato avrebbe di gran lunga preferito scendere da quel pazzo piccolo aereo, ma ormai era in volo e doveva per forza arrivare dall’altra parte del mondo, non aveva altra soluzione di rimanere dove era e cercare di non perdere la calma con tutta quella lentezza.

Il viaggio durò giorni e giorni ed ancora giorni. L’uomo dapprima molto indispettito per il grandissimo ritardo accumulato non faceva che sbuffare, ma poi si stufò anche di sbuffare. Iniziò a controllare sempre l’orologio, ma ben presto capì che anche guardare ogni cinque minuti il suo orologio non sarebbe servito a niente, Perditempo più piano di così non poteva andare, e nemmeno più veloce.

Dopo molte ore di viaggio il frettoloso uomo d’affari intuì che l’unica cosa che potesse fare era di non pensare alla meta, ma di godersi il viaggio.

Solo in quel momento l’uomo iniziò a girarsi intorno ad ammirare l’immenso di cui parlava il piccolo aeroplanino.

Perditempo poi era un aereo speciale: sempre allegro, che durante il viaggio o parlava o cantava con la sua bellissima voce. Era un piacere sentirlo.

Spesso volava a bassa quota, per salutare qualche amico o giocare con qualche uccellino ed alla fine anche l’uomo d’affari ci prese gusto in quel viaggio e cominciò a ridere e cantare con Perditempo.

Il volo durò una settimana, l’uomo d’affari arrivò chiaramente in ritardo al suo appuntamento ma quello che aveva visto e fatto in quel tempo era più importante di qualsiasi riunione: aveva imparato, grazie all’aeroplanino, di godere del suo tempo e che ogni tanto bisogna volare un pò, per respirare meglio.

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